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Cosa fare in caso di mal di denti? Ce lo racconta la storia

DAI VERMI AGLI INTRUGLI A BASE DI ERBE, ECCO I RIMEDI CONTRO IL MAL DI DENTI PIÙ BIZZARRI DELLA STORIA

 

Il mal di denti, dopo il raffreddore, è il disturbo più diffuso e uno dei più antichi.

Eppure, quando si parla di cosa fare in caso di mal di denti, si finisce sempre con l’imbattersi in rimedi casalinghi e cure poco convenzionali, tramandati di generazione in generazione.
Anche nell’antichità, reali, filosofi e scrittori non ne erano di certo immuni, ma dai temutissimi cavadenti di allora ad oggi, l’odontoiatria ha fatto passi da gigante, con grande sollievo per i pazienti di tutto il mondo. Se finora i rimedi della nonna ti sembravano strani, aspetta di scoprire come si curava il mal di denti nell’antichità

MAL DI DENTI NELLA STORIA: L’ETÀ DEI ROMANI

Se qualcuno avesse chiesto a Sant’Agostino “cosa fare in caso di mal di denti?”, il filosofo avrebbe certamente risposto di affidarsi alla fede.

Come lui stesso scrive nelle sue Confessioni, durante un attacco di mal di denti atroce, si inginocchiò a pregare, invitando anche i suoi amici a farlo, e accadde che il dolore, improvvisamente, svanì. Più pragmatica, ma non meno bizzarra, la soluzione proposta da Plinio il Vecchio, il quale raccomandava di usare un bruco di cavolo o un tarlo del legno per curare il mal di denti.

Alla base della pratica vi era la convinzione che la causa della carie fosse un verme roditore, che era possibile contrastare solo posizionando un altro verme nella cavità del dente malato.

Mentre il poeta Catullo descrive con disgusto la pratica iberica di fare sciacqui a base di urina come rimedio per avere denti più bianchi, lo scrittore Elio Aristide, sempre in epoca imperiale, scrive di aver ricevuto la ricetta per guarire dal mal di denti dal Dio della medicina Asclepio in persona: “un dente di leone tritato, succo di silfio, una pianta oggi estinta che cresceva nell’Africa del Nord, pepe e nardo indiano”. 

MAL DI DENTI E “TORTURE” MEDIEVALI

Ammalarsi durante il Medioevo non era esattamente una passeggiata, ma alcuni storici affermano che curare il mal di denti fosse una delle peggiori torture dell’epoca.

L’unico modo per lenire le atroci sofferenze causate dalla carie era affidarsi alle poco amorevoli mani dei cosiddetti cavadenti o, addirittura dei barbieri o fabbri, che procedevano all’estrazione dei denti con tenaglie arrugginite, senza l’ausilio di alcun disinfettante o anestetico. 

Anche secoli dopo, il problema di cosa fare in caso di mal di denti e come prendersi cura della propria igiene orale era molto diffuso persino tra nobili e reali. Si racconta che la Regina Elisabetta I avesse denti nerissimi e fosse tormentata da dolori notturni, ma temesse troppo il dolore dell’estrazione.

Circa un secolo dopo, nel 1865, pare che al Re Sole, noto per i suoi sfarzi, fossero stati estratti tutti i denti dell’arcata superiore sinistra: a soli 30 anni, Luigi XIV non aveva più denti in bocca. 

LA NASCITA DELL’ODONTOIATRIA MODERNA

Dal quel momento storico, per la prima volta medici e chirurghi iniziarono a interessarsi alla cura dei denti in modo scientifico e alle corti europee si diffuse la richiesta di denti artificiali per motivi estetici.

Alla prima metà del ‘700 risale il lavoro del parigino Pierre Fauchard, considerato il padre dell’odontoiatria e primo vero dentista della storia per aver inventato un trapano rudimentale e metodi per realizzare otturazioni delle cavità malate, anziché procedere alle estrazioni, e per fissare denti artificiali. 

Nel frattempo, dall’altra parte dell’oceano, anche il primo presidente americano George Washington soffriva di mal di denti e arrivò a ricoprire la sua carica ormai praticamente sdentato. Per questo ricorse a una dentiera, che la leggenda vuole fosse in legno. In realtà, contrariamente a quanto si pensava, i suoi denti posticci erano realizzati con denti umani (recuperati, di solito in guerra o dai profanatori di tombe), in avorio o in piombo.

Questo rendeva le prime dentiere della storia un lusso che solo pochi potevano permettersi. 

Mentre si procedeva nella direzione di rimediare al danno estetico, il problema di cosa fare in caso di mal di denti per attenuare il dolore rimaneva ancora irrisolto. Bisognerà aspettare il 1890 per arrivare alla scoperta della causa della carie, a sua volta, una delle principali cause di mal di denti. 
Il dentista americano Willoughby Miller scoprì che a causarla erano batteri che proliferano sugli zuccheri. Per eliminarli, iniziarono a diffondersi collutori a base di aceto, brandy o alcol con con effetto battericida.
Inoltre, erano diffusi preparati a base di oppiacei erbe come canapa indiana o mandragola, utilizzati per i loro effetti anti-dolorifici. Sarà poi nel 1897 con il brevetto dell’aspirina che la cura del mal di denti verrà ufficialmente affidata agli analgesici

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